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Pubblicato in:
I nostri consigli
Autore:
angela
L'acquisto immobiliare come investimento
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Consigli pratici per impiegare con oculatezza il proprio denaro
Ci sono persone che hanno messo da parte del denaro e si chiedono se sia il caso di investirlo in un immobile da mettere a reddito. Ma quanto può essere fruttuoso davvero il mercato immobiliare? E’ proprio vero, come pensano alcuni, che il “mattone non tradisce mai”? Ecco qualche consiglio pratico per impiegare con oculatezza il proprio denaro.

INVESTIRE IN UN IMMOBILE RESIDENZIALE
Se avete deciso di acquistare un appartamento non per abitarci ma per metterlo a reddito, tenete a mente che, per valutare in maniera corretta l’operazione dal punto di vista finanziario, dovrete stimare una visione a lungo raggio (10-20 anni). Solo per fare un esempio concreto, chi ha comprato casa nel 2005, oggi perderebbe circa il 20-30% di quanto pagato per l’acquisto. In questo caso, dunque, un’esigenza di liquidità immediata potrebbe far perdere molto denaro. Quando si parla di investimento immobiliare, bisogna tenere conto che - a grandi linee- il rendimento è calcolato come disavanzo tra prezzo del bene e canone di locazione percepito negli anni, più l’accrescimento del valore del bene. L’accrescimento del valore di un bene immobiliare nel tempo è un discorso molto complesso, ricco di variabili: in termini generali, sono privilegiati gli immobili di alta fascia e/o posizionati in zone di particolare prestigio. Soffermiamoci ora sul rendimento. La prima domanda da farsi è: che tipo di rendimento è lecito attendersi da quella che comunemente viene definita “seconda casa”? Oggi una stima verosimile si aggira sul 4/5% lordo, e quindi parliamo del 2-2.5% netto (incidono tasse, IMU, Tasi, IRPEF, spese straordinarie condominiali…). Ricordiamoci poi che l’affitto di una seconda casa non sempre va a buon fine. Si può non trovare subito un inquilino interessato, oppure si può incappare in un cattivo pagatore. E quando l'affitto diventa irrealizzabile, impossibile, o rende molto meno del previsto, l’investimento diventa un “cattivo investimento”, con annessi e connessi.

INVESTIRE IN UN IMMOBILE INDUSTRIALE
Nel settore industriale, le cose stanno diversamente. Per prima cosa, in questo periodo, il mercato è ricco di ottime soluzioni a prezzi vantaggiosi. Ci sono molti immobili industriali provenienti da fallimenti, procedure concorsuali, liquidazioni volontarie, remarketing di società di leasing. In questi casi, chi si destreggia bene, senza fretta e con polso fermo può comprare bene, molto bene o addirittura… eccezionalmente bene! (Vedi post fallimenti--- link). A grandi linee, un immobile produttivo industriale può costare oggi anche 400 Euro al m² per poi rendere 40/45 Euro m². E quando si acquista a un prezzo vantaggioso, si può pensare a una rivalutazione del 30 % dell’immobile in un arco temporale ragionevole posto tra 2 e 5 anni. Mi permetto di sottolineare un altro aspetto non banale: chi compra un immobile industriale per poi affittarlo, si accolla un rischio di insolvenza molto ridotto, anche grazie alle fideiussioni bancarie che di norma accompagnano questo genere di contratti.

Concludendo, chi vuole investire il denaro in un immobile deve agire con cautela, rivolgendosi all’occorrenza a un consulente di fiducia: una maggiore consapevolezza rende più sicuri e permette di compiere scelte oculate e redditizie, sia in termini di rendimenti che di rivalutazioni.